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Eppur si muove - Passerella

Passerella ciclopedonale meccanizzata

BANDO

E' un progetto per una passerella ciclopedonale sul Naviglio della Martesana a Milano, sviluppato per un concorso di idee in memoria dell'Architetto Mario Gottardi

PROGETTO

Un ponte collega, cuce, avvicina due sponde, due mondi, da sempre lontani. Poi tutto appare naturale come se fosse sempre stato così, semplicemente banalmente così. L'acqua ha la sua posizione, è indomabile, mai ferma: fluida e dura sostiene.

Percorrere l'acqua e unire le sponde, i punti fermi di questo progetto ai quali abbiamo affiancato l'approccio strutturale/tecnologico e la consapevolezza ambientale.Da una prima valutazione degli scenari possibili, un ponte fisso che potesse soddisfare a pieno le richieste del bando si sarebbe dimostrato di grande impatto per la sua altezza sul livello dell'acqua e per la rilevanza di sistemi fissi o mobili che avrebbero dovuto consentire il passaggio anche a persone disabili. Un ponte "comodo" per pedoni, bici e carrozzine ci è sembrata la soluzione più desiderabile.

Per questo abbiamo optato per un ponte mobile riducendo i vincoli geometrici del ponte fisso. Dal punto di vista strutturale e della costruzione abbiamo immaginato un ponte che, seppur ad arco, fosse inteso come trave (in posizione pedonale) senza cioè scaricare le forze sulle sponde ma assorbendo in se gli sforzi e lasciando agli appoggi (cerniera e carrelo) solo il compito di sostenere il peso.




Anche se questo progetto viene immaginato in u
na posizione specifica, il bando ha l'ambizione di trovare una soluzione adattabile in altre circostanze. Per questo abbiamo immaginato una struttura composta di "conci" adattabili a diverse configurazioni geometriche determinate dalle caratteristiche del luogo. In funzione della distanza delle sponde, dell'altezza libera da garantire per il passaggio delle imbarcazioni, fissata la pendenza massima per il transito di persone con difficoltà motorie  la geometria del ponte  può essere rigenerata  permettendo la  riproducibilità del sistema di passerella in altri punti. 


CONTESTO

Il ponte parla due lingue: quella industriale della città e quella adattiva della natura. Il ferro brunito della struttura del ponte estende la città sopra l'acqua verso il parco e allo stesso tempo la pavimentazione in legno grezzo del percorso nel parco porta la natura verso la città. Le sponde sono trattate in due modi distinti: silenzio dalla parte del parco e accenti di presenza con il totem e il parapetto monolitico su viale Padova.
Il ponte, normalmente abbassato, affida la lettura della sua natura di ponte mobile a due elementi: totem e parapetto. Questi catturano la forma aperta e la esplicitano lasciando il ponte ad impatto ero.



Progetto Architettonico:

Arch. Tobia Marcotti, Arch. Filippo Resteghini
Cliente:
Bando privato
Luogo:
Milano
Tipo di Intervento:

Nuova costruzione
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